GTL Variante benedettina da Isola del Liri a Arsoli

Semplicemente la tappa più dura dell’intero GTL, quella variante “benedettina” che a causa della lontananza dalle stazioni ferroviarie forza i criteri di ciclovia accessibile trasformandosi in una tappa per ciclisti allenati ed esperti se fatta in un solo giorno. Pertanto si raccomanda di spezzarla in due giorni, dato che il gpx sfiora i 95 km di distanza e i 1500 metri di dislivello, valori non accessibili a tutti i cicloturisti.

Da Isola Liri seguiamo il percorso del Cammino di San Benedetto nel cuore dell’Appennino laziale: tutto intorno, monti, boschi e fiumi cristallini. Risaliamo il Cammino verso l’Abbazia di Casamari, meraviglioso esempio di romanico nella campagna ciociara, per poi salire all’antica Alatri, protetta dalle sue mura ciclopiche. Dopo Alatri e soprattutto Guarcino, borgo caratteristico ai piedi dei monti Ernici e della stazione sciistica di Poggio Catino, inizia una dura e lunga salita che ci porta quasi a quota mille metri, nei pressi degli Altipiani di Arcinazzo, per poi deviare per le splendide Cascate di Trevi e da lì costeggiare lungo sterrati ghiaiosi il corso dell’Aniene fino a Subiaco, dove il Monastero del Sacro Speco e la Villa di Nerone forgiano l’iconicità del luogo. Siamo in pieno Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, la catena appenninica che divide il Lazio dall’Abruzzo, e il panorama è tipicamente montano.

Passata Subiaco, il grosso dell’impresa è fatto: costeggiamo l’Aniene lungo sterrati sulla sua riva meridionale, fino a incrociare il corso della via Tiburtina e a riprendere il GTL ufficiale all’altezza di Arsoli.